ITRI - LETTERA APERTA AI CANDIDATI SINDACI PER LO SPOSTAMENTO DEL MERCATO SETTIMANALE
Scritto da redazione web il September 06 2021 18:42:02
ELEZIONI COMUNALI 2021

News Estesa
Nota ANA Associazione Nazionale Ambulanti - UGL

Ai Candidati Sindaci al Comune di ITRI

Oggetto: lettera aperta sul futuro del mercato settimanale

Abbiamo appreso dagli organi di informazione le dichiarazione con le quali alcuni candidati Sindaci al Comune di Itri prendono atto del fallimento dello spostamento del mercato settimanale dal centro alla localita “Giovenco” e propongono il suo ritorno al centro del paese.

Abbiamo tutti impressi nella memoria il giorno in cui, quattro anni fa, il mercato settimanale venne spostato definitivamente dalle strade e dalle vie del centro storico.

Seguimmo da vicino tutta la vicenda ed a nulla valsero le lettere di protesta, le raccolte di firme, le osservazioni formali negli incontri con il Sindaco, con l’Assessore al Commercio e con la Dirigente del SUAP.

A nulla valsero le contestazioni in sede di Conferenza di Servizi, convocata dal Comune di Itri presso la Regione Lazio il 28 novembre 2016.

Il destino del mercato di Itri era segnato: si voleva mettere la parola fine a quell’insieme articolato, assortito e variopinto, aggregato commerciale che rendeva vivo ed animava il paese il venerdì mattina dando vita a quel miracolo che persino un grande scrittore come Ermanno Rea ha voluto celebrare in uno dei suoi capolavori.

“Occorre tornare a riempire i mercati veri, quelli che nascono nelle piazze, in mezzo alla gente. Sono da sempre luoghi d’incontro delle persone uguali e libere, terreni fertili per lo sviluppo di una cultura comunitaria e cittadina – scrive Rea nel suo romanzo “Nostalgia” -. E’ all’interno di questi spazi concreti e multiformi che possono crescere le virtù civili, la vita relazionare, la civiltà dell’amore e della spiritualità”.

Non potevano esserci parole più semplici, chiare, nitide per descrivere i mercati ed il loro valore non solo economico, ma culturale, sociale ed addirittura spirituale.

Orbene, domandiamoci con sincerità e con franchezza: è valsa la pena spostare il mercato dal centro di Itri in un luogo così impervio e distante? Chi ci ha guadagnato? E’ stata una soluzione utile per il paese e per i commercianti? Ne hanno tratto un beneficio gli ambulanti – cioè le imprese direttamente coinvolte dallo spostamento – ed i cittadini, che lo hanno subito entrambi come un atto  violento?

E’ noto che i mercati sono, in generale, generatori di flussi commerciali di cui godono anche le attività in sede fissa, i pubblici esercizi e di servizi delle città e paesi dove essi si svolgono.

I mercati sono  dei veri “attrattori” di consumatori che poi riversano la loro attenzione anche verso i negozi e le attività contigue. Essi sono parte del tessuto e della rete commerciale cittadina, che è composta da tutte le forme di commercio presenti.

Anche ad Itri era così.

Voi sapete, cari Candidati Sindaci, che la concorrenza è l’anima del commercio e senza di essa si creano fattori discorsivi del mercato, forme di oligopolio che poi determinano il prezzo dei prodotti a danno sia dei consumatori che degli esercenti.

I mercati, invece, sono storicamente luoghi che producono anche un effetto calmieratore dei prezzi al consumo.

Soprattutto in questi tempi di grave crisi, nei tempi bui della pandemia..

I mercati italiani sono un bene incluso dall’UNESCO tra i “beni culturali immateriali” dell’Italia. Sono una delle forme di commercio più tradizionali e antiche del mondo.

I mercati sono parte del paesaggio e delle peculiarità dell’Italia, poiché producono ricchezza diffusa e si rivolgono a fasce di utenza dal reddito medio basso che altrimenti non potrebbero accedere ad una vita dignitosa.

Ecco perché giudicammo sbagliata la decisione della Amministrazione di spostare il mercato in località Giovenco e vi invitiamo a riconsiderarla alla luce dell’esperienza concreta degli ultimi quattro anni.

Infatti, lo spostamento del mercato fuori dal contesto del paese ha prodotto non solo danni agli ambulanti – molti dei quali hanno addirittura abbandonato i posteggi e non frequentano più il mercato di Itri -, ma ha determinato anche effetti negativi sulla intera città.

Per ciò che riguarda gli ambulanti, in soli quattro anni oltre il 10% dei titolari di posteggio hanno abbandonato definitivamente il mercato di Itri.

Per il paese si è avviato il processo di desertificazione commerciale: perché ha accentuato quei fenomeni di crisi del commercio già in atto per via della crisi economica a causa della perdita dei flussi commerciali, dello sviluppo delle piattaforme di commercio on-line e della perdita del potere di acquisto delle famiglie.

Ma ha prodotto effetti di inaridimento umano e sociale, poiché il venerdì mattina il centro di Itri, da quattro anni, non è più luogo di passeggio e di incontro tra le centinaia di persone che si recavano al mercato ma è divenuto un luogo anonimo, silenzioso, ove non si svolgono più quelle relazioni sociali di cui abbiamo parlato.

Non a caso lo Stato ed il Governo, nell’assumere le importanti decisioni di esclusione degli ambulanti dall’ambito applicativo della Direttiva Bolkestein, hanno fatto riferimento ad una azione che aveva l’intento “di promuovere e garantire gli obiettivi di politica sociale connessi alla tutela dell’occupazione”.

Così è scritto nella Legge di Bilancio dello Stato n. 205/2017, articolo 1 comma 1181, e così è stato ribadito nella Legge di Bilancio dello Stato n. 145/2018, all’articolo 1 comma 686.

Queste norme sono state emanate dallo Stato a tutela degli ambulanti per garantire la prosecuzione ad esercitare la loro attività nelle concessioni e posteggi di cui sono titolari nei mercati e nelle fiere d’Italia.

Anche quello di Itri, quindi.

E quelle norme si incardinano agli articoli 1, 3 e 4 della Costituzione Italiana che parlano del diritto al lavoro come  uno dei capisaldi fondativi della nostra Repubblica ed anzi indicano nella promozione e creazione del lavoro uno degli obiettivi delle Istituzioni.

Caro Candidati Sindaci, ogn’uno di voi al momento della proclamazione della vostra elezione e del vostro insediamento alla guida del Comune di Itri, giurerà sulla Costituzione Italiana.

Dunque è nel vostro precipuo dovere attuare quei principi fondamentali, primo fra tutti quello che stabilisce che la Repubblica promuove il lavoro e rimuove gli ostacoli e le cause che possano impedire la sua creazione.                                                                            

Ecco perché Vi invitiamo a fare tutto il possibile a non percorrere strade diverse dagli obiettivi indicati dalla nostra Costituzione.

E vi invitiamo caldamente ad assumere con – con senso di responsabilità – un atto di  ritorno del mercato nel luogo ove si svolgeva fino a quattro anni fa..

Sarebbe un gesto di grande sensibilità e maturità politica che assumerebbe il valore non di una sconfitta ma di un rilancio poiché assumerebbe la valenza di un grande discorso di prospettiva sul futuro della vostra città.

Un discorso che tende a salvaguardare il commercio e l’economia di Itri e tende a valorizzare il mercato come un luogo che fa parte del tessuto urbano e della conformazione commerciale della vostra cittadina.

Rifletteteci e se volete siamo disponibili come ANA-UGL anche a svolgere una iniziativa sull’argomento, senza dare adito a strumentalizzazioni.

Vi saluto cordialmente ed auguro a tutti voi buona campagna elettorale.


Il Segretario Nazionale

Marrigo Rosato

Roma, 06 settembre 2021

Images: Itri Castello camminamento di ronda.jpg