E’ VERO, IL GENIO DEGLI ITALIANI di Michele Santulli
Scritto da redazione web il January 12 2021 15:28:27
Riconoscimento inaspettato

News Estesa

Una nota rivista mensile francese L’HISTOIRE ha dedicato all’Italia un inserto con questo titolo: IL GENIO DELL’ITALIA. Un riconoscimento inaudito e inaspettato in termini così incontestabilie anche audaci, che viene dai fratelli transalpini.

E’ vero, è proprio così: le società degli uomini avvicendatesi nei secoli ovunque nel mondo, nessuna evidenzia l’intelligenza, la fantasia, la immaginazione, in una parola: la genialità che contrassegna gli Italiani, ovunque: è vero, affermazione pericolosa nelle sue implicazioni, ma è così, è la storia degli uomini a confermarlo. Epperò la ‘genialità’, da sola, sprovvista dei corretti corollari che di norma la completano e accompagnano, serve a poco, diviene perfino ostativa e negativa. E in effetti se oggi si mette piede nel paese ove tale ‘genio’ sarebbe di casa, si scopre che tracce e prove non se ne vedono, anzi la situazione reale lascia trapelare senza dubbio alcuno che di ‘geni’ e ‘genialità’ non vi è la minima prova e segno, anzi palesemente abbondano conformazioni e situazioni che lasciano supporre ben altri fatti! Ma a proposito, esistono ‘gli italiani’cioè una comunità dotata delle medesime peculiarità e comuni tradizioni e comune cultura? Non esiste siffatta comunità, certamente non in Italia: qui se ne è instaurata un’altra, in giro, di Italia, rappresentata da ladri, da corrotti, da raccomandati, da parassiti, da satrapi e privilegiati, da incompetenti e inetti in ogni organismo, rappresentata anche da una popolazione fino ad oggi inerte ed ignava e altrettanto bacata, abusivista e sfruttatrice quando può, certamente civicamente zero o quasi: malgrado tutte le critiche che si possono opporre, questa, con enorme rammarico, è la comunità distintiva che si apre a un osservatore: per fortuna si registrano le eccezioni e, in aggiunta, oltralpe e oltreoceano vive una seconda Italia che è diametralmente opposta nei sentimenti e nelle capacità e nei comportamenti. Il cancro che, in verità, corrode il Paese sono, per ripetere non solo Pasolini, la scuola, la televisione e gli arrembaggisti dei partiti. In questo periodo è esploso alla luce del sole, da sempre ben celato e mistificato, un altro duplice cancro altrettanto letale: quello della giustizia e quello della università: giudici e giudicesse messi al servizio degli italiani e della giustizia che si rivelano essere solamente fonte di burla e di sberleffo e offesa terribile agli Italiani stando alle cronache; diventano normalmente professori universitari: figli, mogli, cognati, generi, raccomandati, amici di lestofanti e intrallazzatori professori capibastone: il sapere e la scienza in mani indegne, con sommo danno del merito e della professionalità: sono dunque le basi morali e culturali e civili della società tarate e bacate. E i geni vanno via, a migliaia, da anni, restano gli zeri! E qualche rara eccezione. Si conferma una vecchia realtà: la moneta cattiva scaccia quella buona!|

E allora dove è questa genialità alla presenza di siffatta società statisticamente riconosciuta tra le più degradate? Le risposte fornite sono tante e in verità non solamente in questo terribile frangente ma da anni: in effetti tale paradossale dicotomia tra dimostrata e congenita genialità artistica e scientifica da un lato e insufficienza civile e meritocratica e sfacelo etico dall’altro, sono state le peculiarità che hanno accompagnato la società italiana da almeno settanta-ottanta anni, quando più quando meno. I risultati sono visibili anche in giro, se si sa e vuol osservare. E perciò si spiega che i Rubbia, le Levi Montalcini, i Veronesi, i Mattei, i Ligato, gli Adriano Olivetti, i Crespi d’Adda e i grandi attori e artisti e scrittori e poeti che pure hanno calcato le scene nazionali e internazionali e anche altre menti eccelse quali Calogero, Parri, Spinelli, Ernesto Rossi, Gramsci, Nenni, Moro, Rodotà, certi imprenditori e i principi della moda, quasi nulla e niente hanno inciso e ottenuto! Troppi e determinanti sono i condizionamenti negativi e devastanti: oltre a quanto sopra, una classe  politica grottesca e mafiosa e ignorante che ha guastato e avvelenato il contesto nazionale e poi, come detto, le basi medesime della civiltà: giustizia e università, corrotte e deficitarie. Le eccezioni, che pur esistono, confermano una regola nefasta; si aggiungano la mafia, la camorra, la ndrangheta e similia, inestirpabili parrebbe. La carica politica a tutti i livelli è stata deformata in un arrembaggio all’ultimo sangue da portaborse e da autisti di partito, da sfaccendati, da avventurieri veri e propri ed analoghi: un vero e proprio assalto alla mangiatoia pubblica, divenuta una autentica corsa all’oro. 

Epperò a suo tempo questa medesima maggioranza, ha votato per il divorzio, per l’aborto in spregio a condizionamenti inauditi, e una buona parte, oggi, anche per i 5stelle. Di conseguenza parrebbe custodire in qualche anfratto della propria personalità e interiorità il bene prezioso della consapevolezza e della maturità. Bisognerebbe perciò ricreare, per conservarla e curarla, quell’atmosfera e quelle condizioni e presupposti che riuscirono a liberare gli animi e a far rifulgere quello che gli italiani, in maggioranza, veramente sono. O, meglio ancora, possono essere.

Michele Santulli

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