ZINGARETTI NON PUO’ TRATTARE LATINA COME IL LAZZARETTO D’ITALIA - NOTA MOVIMENTO POPOLARE LEGA AURUNCA
Scritto da redazione web il October 09 2020 20:26:31
Attacco diretto alla categoria delle strutture alberghiere e ristorative

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COMUNICATO STAMPA - 9.10.2020

Il territorio aurunco non accetta di essere trattato come il lazzaretto d’Italia dal Governatore del Lazio. Con oltre 5000 contagi in tutta la Penisola Zingaretti ha trovato il tempo di adottare una ordinanza che più che affrontare il problema del coronavirus nella Regione rappresenta un attacco diretto alla categoria delle strutture alberghiere e ristorative dell’intera provincia. Il Governatore del Lazio sembra, infatti, presupporre che il Covid-19 conosca esattamente i confini della provincia di Latina tanto da adottare una ordinanza che di fatto stronca il settore alberghiero e ristorativo in tutta la provincia pur avendo chiaro che il Covid-19 non si muove su base provinciale, bensì più concretamente territoriale e locale. Ora se esiste una emergenza epidemiologica in Provincia di Latina più grave delle altre province del Lazio e addirittura di Roma è del tutto evidente che tale emergenza non può coincidere con i confini dell’intera provincia.

Se il Governatore del Lazio ritiene che vi siano situazioni locali che debbono essere affrontate è importante che queste siano esattamente localizzate e che le misure adottate siano proporzionate al livello di emergenza e allo stato di diffusione dell’epidemia nonché concretamente idonee a limitare la circolazione del virus. Allo stato attuale l’ordinanza di Zingaretti non è lontanamente condivisibile in quanto tratta allo stesso modo un’intera provincia che non versa nella sua interezza nelle medesime condizioni e si limita ad adottare un provvedimento che incide prevalentemente sulle attività ristorative e alberghiere presupponendo ad esempio che il virus circoli dopo la mezzanotte diversamente che prima di tale orario.

L’approssimativa ordinanza di Zingaretti non solo non sarà efficace nel contrasto alla pandemia ma contribuirà a danneggiare ulteriormente il tessuto produttivo aurunco che amministrativamente è sottoposto al potere di Roma e che ritiene gravemente lesi dall’adozione di quel tipo di provvedimento i più profondi valori radicati in quel patto sociale trasfuso nei valori della Costituzione repubblicana.