IL COSTUME CIOCIARO E GLI ALTRI COSTUMI di Michele Santulli
Scritto da redazione web il September 22 2020 09:15:56
Ignoranza dei fatti storici

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Torniamo su una pagina incredibile della Storia dell’arte e della tradizione europea. Si sa chelo scozzese, il tirolese, il bavarese, l’olandese e qualche altro sono i costumi regionali considerati più noti e sempre attuali. Eppureil solo  più illustratodalla maggior parte degli artisti europei, dai maggiori ai minori, per almeno centocinquantanni, il più conosciuto, è un altro: il costume  ciociaro cioè la vestitura che gli artisti europei vedevano addosso a uomini  e donne sia a Roma e sia nelle località al suo sud e naturalmente a Parigi e Londra. Pertanto avviene che tutti conoscono il costume scozzese, quello tirolese, quello bavarese, olandese ecc. e nessuno o quasi nessuno quello ciociaro, pur se infinitamente più documentato. Meglio ancora: tutti i visitatori dei musei al mondo  conoscono e ammirano il costume ciociaro  e la sua unicità: solo che non sanno come si chiama e dove si indossa!  E qui naturalmente tocchiamo il punto dolente: come mai tale vistosa discrepanza? Come mai se ne ignora il nome? E a questo proposito rinviamoil lettore curioso al libro: IL COSTUME CIOCIARO NELL’ARTE EUROPEA DEL 1800. Naturalmente le istituzioni nazionali e ancora di più quelle locali ciociare sono state, e sono ancora colpevolmente ignave e ignare e continuano a dilapidare una realtà di richiamo universale e di sicura attrazione, a parte l’alto valore culturale: a conferma della insipienza gestionale e della completa abulia, basti prendere atto che in Ciociaria non esiste nelle istituzioni nemmeno un quadro d’epoca che illustri il costume ciociaro! Ed è detto tutto, quanto a sensibilità culturale e soprattutto a consapevolezza storica.

Laddove in Scozia, in Austria, in Baviera il costume è perfino vivo e attuale e viene indossato in ogni manifestazione pubblica o sociale, normalmente e naturalmente, consapevoli anche di rispettare e coltivare la propria memoria storica e le proprie radici, senza esibizionismi e affettazione, in Ciociaria si direbbe che si proceda all’inverso e all’incontrario: il costume ciociaro non solo non si conosce e tanto meno si indossa e fa parte della vita sociale e pubblica: non esiste! Mentre altrove è ragione di prestigio e di onore indossarlo in tutte le pubbliche e civili ricorrenze, qui in Ciociaria è onta, motivo di vergogna, tale e tanto è il livello (in)culturale. La scuola di ogni ordine e grado rappresenterebbe sempre la via maestra per la svolta, al conseguimento di tale civile finalità, qualora consapevole ed informata.

Una riprova della incivile depressione su questo argomento che attanaglia la Ciociaria in generale e la provincia di FR in particolare è venuta  fuori anche l’estate passata, stagione ricca di manifestazioni e celebrazioni le più varie: e proprio nel territorio dove il costume ciociaro è nato, e non solo il costume, nella Valcomino, tutto si è commemorato e festeggiato fuorché la propria storia e la propria tradizione: è difficilmente accettabile che i Sindaci abbiano ignorato completamente e totalmente ‘la memoria’ dei propri Comuni, cioè il tessuto storico della propria tradizione, rimettendosi in toto a quanto gli organizzatori delle varie iniziative hanno proposto e fornito, senza riguardo e richiamo alcuno a tale memoria storica, a tale ‘identità’. Cioè è biasimevole, per esempio, che ad Atina o Picinisco o Gallinaro, si svolgano tutte le iniziative che si desiderano e nessuna che illustri e ricordi agli ospiti e ai turisti e agli abitanti dei luoghi stessi qualche pagina della storia o qualche personaggio particolare e quindi continuamente tenere viva la propria memoria e le proprie radici. Giustamente, di fronte a tale deplorevole insensibilità e sicuramente anche ignoranza dei fatti storici, come si può pensare alla valorizzazione del tradizionale costume?

Michele Santulli

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